

Azione · Fantascienza · Dramma
82%
Rotten Tomatoes
7.0/10
IMDb · 17.7K voti
Critica e pubblico d'accordo
Visto da Albi il 17 febbraio 2019
Il supereroe cresce nella borgata romana e il cattivo cita Nannarella: l'action italiano trova una voce propria
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The film is a strange and anti-hero transposition of a very popular animated manga cartoon in the 80's called Steel Jeeg. Here, a young outlaw (Enzo) is somehow affected by radioactive waste in the Tiber waters in Rome. He subsequently finds out he has gained super powers and interprets them as a reward for never having managed to enter the criminal world that counts. The inside joke reveals itself when Enzo meets Alessia, who believes the charming hero is the personification of the hero in the cartoon she used to watch.
Claudio SantamariaEnzo Ceccotti
Luca MarinelliZingaro
Ilenia PastorelliAlessia
Stefano AmbrogiSergio
Maurizio TeseiBiondo
Daniele TrombettiTazzina
Francesco FormichettiSperma
Joel SyClaudietto
Salvatore EspositoVincenzo
Gianluca Di GennaroAntonio
Antonia TruppoNunzia
Juana JimenezMarcellone
Jennifer DistasoBambina in Auto
Roberto LibertiniCruciani
Daniela De VitaPoliziotta
Adriano Giannini (voice)Il cinema italiano di genere ha sempre faticato a trovare una voce propria, schiacciato tra i modelli americani e una certa ritrosia autoctona. Gabriele Mainetti ribalta il tavolo con un film che funziona perché non cerca di imitare nessuno: prende il supereroe e lo cala nella periferia romana, tra palazzoni, criminalità spicciola e il Tevere inquinato che fa da Gange radioattivo. Claudio Santamaria costruisce un antieroe sporco e credibile, lontanissimo dai muscoli patinati: Enzo è un poveraccio che scopre di essere forte ma non per questo diventa buono. Luca Marinelli, nel ruolo dello Zingaro, regala una delle interpretazioni più disturbanti e magnetiche del decennio: un villain teatrale, violento, infantile, impossibile da dimenticare.
La forza del film sta nel non vergognarsi di ciò che è. Mainetti mescola action sporco, ironia pop e dramma sociale senza che nulla stoni: la citazione del robottone giapponese non è nostalgia fine a se stessa, ma chiave emotiva del racconto. Alessia vede in Enzo l'eroe che conosceva da bambina, e quella proiezione ingenua diventa il motore umano di tutta la storia.
All'uscita ha vinto cinque David di Donatello, tra cui miglior film, e ha dimostrato che in Italia si può fare cinema di genere autoriale, con idee e un budget risicato trasformato in virtù. Non è un esperimento: è un film che sta in piedi, diverte, colpisce, e lascia il segno. Vale la visione per capire cosa succede quando il talento smette di scusarsi.
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