
Kusturica gira nella Skopje jugoslava del 1988 e ne ricava un mondo pieno, magico e sporco, dove l'appartenenza etnica è colore e non confine; sei anni dopo Manchevski filma la stessa Macedonia quando la federazione non c'è più, e lì l'appartenenza è l'unica cosa che decide chi vive. La candidatura all'Oscar del secondo arriva a un paese che aveva tre anni di vita: fra i due film ci sta il passaggio da un cinema di comunità a un cinema di frontiere.

















