

96%
Rotten Tomatoes
7.8/10
IMDb · 108.2K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−18 punti
“Escaping the prison of life.”
Visto da Albi il 30 giugno 2019
Un Grand Prix a Cannes per raccontare sei anni di galera come un'educazione spietata: nessuna redenzione, solo sopravvivenza e trasformazione
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Nineteen year-old Franco-Arab Malik El Djebena is just starting his six year prison sentence in Brécourt. Although he has spent the better part of his life in juvenile detention, this stint is his first in an adult prison. Beyond the division of Corsicans and Muslims in the prison (the Corsicans who with their guard connections rule what happens in the prison), he has no known friends or enemies inside. He is just hoping to serve his time in peace and without incident, despite having no prospects once he's out of jail since he's illiterate and has no support outside of the prison. Due to logistics, the head of Corsican inmates, a sadistic mafioso named César Luciani, co-opts Malik as part of the Corsicans' activities, not only regarding what happens inside the prison, but also continued criminal activities outside. The innocent Malik has no idea what to do but cooperate. This move does not sit well with the other Corsicans, who only see Malik as a dirty Arab, and the Muslims who now ...
Tahar RahimMalik El Djebena
Niels ArestrupCésar Luciani
Adel BencherifRyad
Hichem YacoubiReyeb
Reda KatebJordi
Jean-Philippe RicciVettori
Gilles CohenProf
Antoine BaslerPilicci
Foued NassahAntaro
Jean-Emmanuel PagniSanti
Frédéric GrazianiPrison Warden
Leïla BekhtiDjamila
Rabah LoucifMalik's Lawyer
Slimane DaziLattrache
Serge OntenienteSentence enforcement judge
Hervé TémimeProsecutor
Taha LemaiziHassan
Mohamed MakhtoumiTarik
Karim LeklouMuslim in the hallwayNominated for 1 Oscar, 1 BAFTA Award
Jacques Audiard costruisce un percorso di formazione alla rovescia: sei anni di galera visti come un'università del crimine, raccontati con pazienza e brutalità controllata. Tahar Rahim regge l'intero film sulle spalle interpretando Malik, diciannovenne analfabeta che entra in prigione senza nulla e impara a sopravvivere navigando tra clan corsi e musulmani, tra violenza e lealtà tradite.
La regia non concede sconti: ogni dettaglio della vita carceraria è reso con precisione quasi documentaristica, dalla logistica dei favori alle gerarchie non scritte. La fotografia di Stéphane Fontaine alterna il grigio claustrofobico delle celle agli squarci improvvisi di libertà, mentre il montaggio segue la trasformazione del protagonista senza enfasi moralistiche.
Il film ha ottenuto il Grand Prix a Cannes e una nomination all'Oscar come miglior film straniero. Non offre giudizi facili: osserva come un ragazzo senza radici costruisca la propria identità in un luogo dove ogni scelta ha conseguenze definitive. Un thriller carcerario che è anche affresco sociale, duro quanto necessario.
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