A diciannove anni dal primo capitolo, John McClane torna in un mondo che non è più quello degli attentati ai grattacieli ma degli attacchi informatici e del terrorismo digitale. Len Wiseman sposta l'azione dalle torri di vetro alle autostrade e ai tunnel, mantenendo intatta la formula che ha reso iconica la saga: un uomo solo contro un esercito, stavolta armato di codici e server.
Bruce Willis conferma di saper incarnare l'eroe analogico che sopravvive nell'era digitale: ironico, provato, ancora capace di farsi strada a pugni mentre tutto collassa intorno a lui. Timothy Olyphant costruisce un villain freddo e calcolato, perfetto contraltare tecnologico al McClane vecchia scuola. Le scene d'azione sono spettacolari — dall'inseguimento con l'elicottero al combattimento nel tunnel — e dimostrano che la saga può reinventarsi senza tradire lo spirito originale.
È un film che funziona come intrattenimento puro ma che coglie anche l'ansia di un'epoca in cui le minacce sono invisibili e i nemici possono colpire senza muoversi da una tastiera. Se cercate adrenalina, Willis e una dimostrazione che certi eroi invecchiano bene anche quando il mondo cambia sotto i loro piedi, questo è il titolo giusto.