Baccano! è un esperimento narrativo che prende la struttura frantumata di Pulp Fiction e la applica a un affresco criminale che attraversa tre decenni, dal proibizionismo americano agli anni '30. La serie intreccia almeno una decina di linee temporali e altrettanti protagonisti — gangster, alchimisti, immortali, rapinatori — senza mai concedere un punto di vista privilegiato o una cronologia lineare. Il risultato è un puzzle che si ricompone pezzo dopo pezzo, dove ogni episodio aggiunge informazioni che ribaltano quanto già visto.
La regia di Takahiro Ômori orchestra questo caos con precisione millimetrica: ogni personaggio ha un disegno caratteristico, ogni salto temporale è segnalato da scelte cromatiche e ritmiche che aiutano a orientarsi senza mai spiegare troppo. L'animazione privilegia il movimento coreografico negli scontri, con un gusto per la violenza stilizzata che ricorda il pulp più classico, mentre il doppiaggio inglese — spesso superiore all'originale giapponese — restituisce gli accenti e i registri dell'America proibizionista con una cura insolita.
Non è una serie per chi cerca linearità o un eroe da seguire: qui ogni personaggio è centrale nella propria storia e marginale in quella degli altri. È un meccanismo a orologeria narrativo che premia l'attenzione e la fiducia nello sceneggiatore, regalando colpi di scena che derivano non da rivelazioni a sorpresa, ma dalla riorganizzazione delle informazioni già fornite. Un esempio raro di come l'animazione possa raccontare il crimine con la stessa complessità del miglior noir letterario.