Louis Malle torna ai ricordi della propria infanzia per raccontare una storia di amicizia e tradimento ambientata in un collegio cattolico durante l'occupazione nazista. La forza del film sta nella sua misura: niente retorica, niente eroismi enfatici, solo lo sguardo di un ragazzino borghese che scopre il coraggio silenzioso di chi rischia tutto per salvare vite.
La recitazione dei giovani protagonisti, Gaspard Manesse e Raphael Fejtö, è di un naturalismo raro: i loro gesti, le competizioni infantili, la nascita graduale di un rispetto reciproco costruiscono un legame credibile e toccante. La fotografia di Renato Berta restituisce gli interni del collegio con una luce fredda e austera che accentua il senso di isolamento e di pericolo latente.
Candidato a due Oscar e vincitore del Leone d'oro a Venezia, il film si chiude con una delle sequenze più sobrie e devastanti del cinema europeo. Malle non ha bisogno di urlare: basta l'eco di un nome pronunciato in un cortile per imprimere un'immagine indelebile.