Phil Lord e Christopher Miller confermano con questo sequel la loro capacità di decostruire i cliché del buddy-cop movie con intelligenza rara. Dove altri franchise si accontentano di ripetere la formula, 22 Jump Street ne fa il soggetto stesso: il film è consapevole di essere un sequel, lo ammette apertamente, e da questa autocoscienza costruisce una commedia meta-cinematografica che funziona su più livelli.
La chimica tra Channing Tatum e Jonah Hill si è affinata, e il copione sfrutta brillantemente le loro dinamiche esplorando la frattura di una partnership che assomiglia sempre più a una relazione sentimentale. Tatum in particolare dimostra un timing comico impeccabile, mentre la regia orchestra set-piece action credibili alternate a gag costruite con precisione millimetrica.
I titoli di coda finali rappresentano un piccolo trattato sul concetto di franchise cinematografico, spingendo la satire fino all'assurdo con una sequenza che da sola vale il prezzo del biglietto. Un action-comedy che ride del proprio genere senza mai tradirlo.