

96%
Rotten Tomatoes
7.6/10
IMDb · 3.4K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−20 punti
“This is the face of a MAFIOSO...sometimes smiling, sometimes savage. Here is the story of a man who returns to his native Sicily for a holiday and finds himself again bound to the silent laws of "The Honored Society."”
Sordi porta moglie e figlie in vacanza al paese, e la commedia dell'emigrante si richiude come una trappola.
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Cerca dove vederloFilm anomalo De Laurentis prodotto da Antonio Cervi, frutto di 2 sceneggiature sovrapposte: una di Marco Ferreri (che doveva dirigerlo) e Rafael Azcona, l'altra di Age & Scarpelli. Nino Badalamenti, caporeparto in una fabbrica milanese, porta in vacanza moglie e figli nella natia Sicilia. Il boss di un'organizzazione mafiosa lo obbliga a compiere un omicidio su commissione a New York. Rientrato in Italia, torna a Milano. È un film atroce sulla mafia: ebbe la sfortuna critica di uscire nello stesso 1962 di Salvatore Giuliano di Rosi.
Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Rafael Azcona, Marco Ferreri, Bruno Caruso
1 win & 2 nominations
Nino Badalamenti è un caporeparto milanese, preciso e perfettamente integrato: moglie del Nord, due bambine, ferie organizzate con cura. Le ferie sono nel paese siciliano da cui è partito, e la prima parte è la commedia dell'emigrante che torna e non sa più quale delle sue due vite sia quella vera — il dialetto che riaffiora, la famiglia che pretende, la moglie che guarda tutto da fuori. Poi il paese gli ricorda che partire non chiude i conti, e il film cambia temperatura senza cambiare passo.
L'anomalia sta nella scrittura, e non è un dettaglio da archivio: il copione nasce dalla sovrapposizione di due sceneggiature diverse, una di Marco Ferreri e Rafael Azcona — Ferreri avrebbe dovuto dirigerlo — e una di Age e Scarpelli. Si sente, ed è il motivo per cui funziona. La commedia all'italiana e uno sguardo molto più crudele convivono dentro lo stesso film, e Alberto Sordi le tiene insieme con una faccia sola, senza mai annunciare quando si passa dall'una all'altro.
L'anno di uscita fu contrario ad Alberto Lattuada: il 1962 è anche quello di Salvatore Giuliano di Rosi, e questo film ne restò in ombra. Il giudizio di oggi è rovesciato, la critica lo tiene molto in alto; il voto del pubblico resta più tiepido e i votanti sono pochi, come capita ai film riscoperti tardi. Chi lo prende per una commedia di Sordi si troverà davanti qualcosa di parecchio più duro di quanto il nome sulla locandina lasci prevedere.
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