La storia fantastica è una lettera d'amore al racconto di avventura classico, capace di celebrarlo e sovvertirlo senza mai perdere l'affetto per il genere. Rob Reiner costruisce una fiaba dentro un'altra fiaba, dove la cornice del nonno che legge al nipote diventa chiave per sdrammatizzare i momenti più romantici e amplificare quelli d'azione. Il risultato è un film che funziona su più livelli: i bambini vedono spade e giganti, gli adulti colgono l'ironia sottile e la tenerezza per le convenzioni narrative.
La sceneggiatura di William Goldman, tratta dal suo stesso romanzo, è un meccanismo di precisione dove ogni battuta serve, ogni personaggio ha il suo peso. Mandy Patinkin regala al vendicatore spagnolo Inigo Montoya una delle frasi più citate del cinema, mentre Wallace Shawn e André the Giant formano una coppia improbabile e perfetta. La fotografia privilegia toni dorati e ambientazioni reali che conferiscono credibilità a un mondo dichiaratamente fantastico.
Nominato all'Oscar per la canzone originale, il film non ebbe grande fortuna in sala ma divenne un caso da passaparola, acquisendo nel tempo lo status di cult intergenerazionale. Guardarlo oggi significa riscoprire quando l'avventura poteva ancora essere giocosa, romantica e intelligente allo stesso tempo.