
Ceylan eredita esplicitamente la lezione di Antonioni sull'aridità intellettuale della borghesia colta, mettendo in scena conversazioni lunghissime tra coniugi che si sfiniscono a vicenda senza mai davvero comunicare. La noia esistenziale diventa, in entrambi i film, non un difetto di ritmo ma il vero soggetto, l'incapacità cronica di sentire qualcosa dentro una vita già risolta economicamente.




















