Ken Russell trasforma una vicenda storica di fanatismo religioso e cinismo politico nella più violenta e visionaria delle sue opere, un film che fonde verità storica e delirio barocco fino a creare un monumento al corpo, al potere e alla fede tradita. La ricostruzione della Loudun del Seicento, affidata alle scenografie brutaliste di Derek Jarman, è un labirinto bianco e spoglio dove il sacro e l'osceno si intrecciano senza confini: le monache di Vanessa Redgrave sprofondano in una isteria carnale che è insieme denuncia e rappresentazione del collasso spirituale.
Oliver Reed interpreta Grandier con una fisicità magnetica, un prete mondano e intellettuale che si scopre martire suo malgrado, schiacciato da un apparato ecclesiastico che usa la religione come pretesto per soggiogare le coscienze. Russell non risparmia nulla: torture, processi farsa, deliri sessuali filmati con una ferocia che negli anni '70 costò al film censure pesanti in quasi ogni paese.
Castellato dalla critica conservatrice e ammirato dai grandi autori (Scorsese, Friedkin), 'I diavoli' resta un'opera unica nel suo genere: troppo viscerale per essere storico, troppo lucido per essere solo provocazione. Chi cerca cinema che lascia il segno, che spacca il confine tra disgusto e bellezza, qui trova una delle esperienze più radicali mai autorizzate da un grande studio.