

86%
Certified Fresh
7.1/10
IMDb · 12.6K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−15 punti
E la Sala sta con la critica: per questo è qui.
Il coraggio di pensare contro il sentire comune, quando dire la verità costa l'amicizia, la reputazione e la pace
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In 1961, the noted German-American philosopher of Jewish origin, Hannah Arendt, gets to report on the trial of the notorious Nazi war criminal, Adolf Eichmann. While observing the legal proceedings, Arendt concludes that Eichmann was not a monster, but an ordinary man who had thoughtlessly buried his conscience through his obedience to the Nazi regime and its ideology. Arendt's expansion of this idea, presented in her articles for 'The New Yorker', would create her concept of 'the banality of evil' that she thought even sucked in some Jewish leaders of the era into unwittingly participating in the Holocaust. The result is a bitter public controversy in which Arendt is accused of blaming the Holocaust's victims. Now that strong willed intellectual is forced to defend her ideas in a struggle that will exact a heavy personal cost.
Barbara SukowaHannah Arendt
Axel MilbergHeinrich Blücher
Janet McTeerMary McCarthy
Julia JentschLotte Köhler
Nicholas WoodesonWilliam Shawn
Ulrich NoethenHans Jonas
Claire JohnstonMs Serkin
Michael DegenKurt Blumenfeld
Friederike BechtYoung Hannah Arendt
Victoria TrauttmansdorffCharlotte Beradt
Klaus PohlMartin Heidegger
Gilbert JohnstonProfessor Kahn
Megan GayFrancis WellsMargarethe von Trotta costruisce un ritratto intellettuale raro: un film che mette al centro il pensiero, non l'azione, e lo fa senza mai perdere tensione. Barbara Sukowa interpreta Hannah Arendt con una presenza magnetica, restituendo la complessità di una donna che non arretra davanti alle proprie conclusioni anche quando il mondo intero sembra voltarle le spalle. La regia alterna le sedute del processo Eichmann, girate con immagini d'archivio autentiche, ai momenti privati di Arendt: le discussioni accese con gli amici, il fumo nervoso, la scrittura notturna.
Il film non semplifica la controversia scatenata dal concetto di 'banalità del male'. Mostra il coraggio necessario per dire una verità scomoda, il prezzo dell'indipendenza intellettuale, la solitudine di chi si rifiuta di aderire alle narrazioni consolatorie. Von Trotta evita la celebrazione acritica: Arendt è lucida, ostinata, a volte persino irritante nella sua intransigenza.
È un ritratto di un'epoca in cui il dibattito pubblico era ancora possibile, feroce ma non sterile, e di una figura che ha scelto di pensare anche quando pensare costava tutto. Per chi cerca un cinema che non teme la complessità e restituisce dignità alle idee.
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