

J'ai perdu mon corps
Dramma · Fantasy · Animazione · Sentimentale
97%
Certified Fresh
7.5/10
IMDb · 39K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−22 punti
“An extraordinary journey in self-discovery.”
Una mano mozzata che attraversa Parigi diventa il cuore pulsante di una riflessione su perdita e ricostruzione, candidata all'Oscar
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A story of Naoufel, a young man who is in love with Gabrielle. In another part of town, a severed hand escapes from a dissection lab, determined to find its body again.
Hakim FarisNaoufel (voice)
Victoire du BoisGabrielle (voice)
Patrick d'Assumçao (voice)Gigi (voice)
Hichem MesbahThe Father (voice)
Bellamine AbdelmalekRaouf (voice)
Maud Le GuénédalLibrarian (voice)
Quentin BaillotManager Fast Pizza (voice)
Céline RontéThe Baby's Mother (voice)
Deborah Grall (voice)Raouf's Girlfriend (voice)
Pascal RocherThe Blind Pianist (voice)
Bruno HauslerThe Motorist / Garbage Collector (voice)
Brooke Burgstahler (voice)
Tucker Chandler (voice)
Sarah Lynn Dawson (voice)Nominated for 1 Oscar
Jérémy Clapin costruisce un dispositivo narrativo tanto audace quanto poetico: da un lato segue le vicende di Naoufel, giovane sensibile alla ricerca di un posto nel mondo e innamorato di Gabrielle; dall'altro accompagna una mano mozzata che attraversa Parigi con un'ostinazione commovente, determinata a ricongiungersi al proprio corpo. I due piani si intrecciano senza bisogno di spiegazioni forzate, affidandosi a un'animazione di rara sensibilità visiva che valorizza ogni dettaglio: la pioggia sul vetro, il battito nervoso delle dita, il ritmo di una città che non si ferma.
La regia non cede mai al compiacimento fantastico: il viaggio della mano è concreto, quasi tattile, e serve da contrappunto emotivo alla storia di Naoufel, sospesa tra il desiderio di connessione e la paura di perdersi. La fotografia disegnata privilegia tonalità fredde e luci notturne, mentre il montaggio alterna presente e flashback con una naturalezza che trasforma il racconto in una riflessione sul trauma, la memoria e il coraggio di ricostruirsi.
Candidato all'Oscar come miglior film d'animazione, il film dimostra che il disegno può restituire la complessità emotiva della vita adulta senza ricorrere a metafore esplicite o sentimentalismi. Clapin invita a guardare con altri occhi un corpo che cerca se stesso e un cuore che fatica a trovare le parole giuste.
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