

4 luni, 3 saptamâni si 2 zile
Dramma
96%
Rotten Tomatoes
7.9/10
IMDb · 66.5K voti
La critica l'ha difeso più del pubblico−17 punti
Un piano sequenza che dura un giorno intero: così Mungiu ha raccontato la Romania di Ceaușescu e vinto la Palma d'oro
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Romania, 1987, the brutal Ceausescu communist regime is in place; birth control is illegal and abortion is a crime punishable by death. Gabita (Laura Vasliu) is almost five months into an unwanted pregnancy and in meek desperation turns to her friend and roommate, Otilia (Anamaria Marinca) for help in organizing an illegal termination. Unfortunate circumstances force the two women to use an unwanted male abortionist, Bebe (Vlad Ivanov). The bleakness of the storyline expresses a dark socio-political critique in the twilight years of a repressive dictatorship.
Anamaria MarincaOtilia Mihartescu
Laura VasiliuGabita Dragut
Vlad IvanovViorel Bebe
Alexandru PotoceanAdi Radu
Luminita GheorghiuGina Radu
Liliana MocanuUnirea Hotel receptionist
Doru AnaGas pump attendant
Ion SapdaruMr Rusu
Tania PopaNight receptionist
Teodor CorbanUnirea Hotel receptionist
Eugenia BosânceanuDomnu' Bebe's mother
Mărioara SterianAdela Racoviceanu
Geo DobreDr Aldea
Mădălina GhițescuDoraCristian Mungiu costruisce un thriller morale di una tensione insopportabile senza mai alzare la voce. Ambientato negli ultimi anni del regime Ceaușescu, quando l'aborto era reato punibile con la morte, il film segue ventiquattr'ore nella vita di due studentesse costrette a ricorrere a un abortista clandestino. La macchina da presa le accompagna in tempo quasi reale, attraverso corridoi, autobus, stanze d'albergo, senza musica né respiro: ogni piano sequenza diventa una trappola da cui non si può scappare.
La regia di Mungiu è di un rigore assoluto: niente sentimentalismi, niente sottolineature, solo lo sguardo fermo su gesti quotidiani che diventano gesti di resistenza o resa. Anamaria Marinca regala una prova di straordinaria umanità silenziosa, mentre Vlad Ivanov incarna una minaccia banale e terrificante insieme. La fotografia naturalista e i lunghi piani fissi restituiscono la claustrofobia di un paese dove ogni scelta privata è un atto politico.
Palma d'oro a Cannes 2007, il film ha segnato la rinascita internazionale del cinema rumeno e resta uno dei ritratti più lucidi e dolorosi di cosa significhi vivere sotto una dittatura. Vedere questo film significa confrontarsi con la violenza dei sistemi repressivi e con il coraggio ostinato di chi resiste, anche solo per sopravvivere.
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