HBO e la BBC hanno fatto qualcosa di raro: portare l'antica Roma sullo schermo senza retorica né sandali di cartapesta, ma con il fango, il sangue e la politica spietata che l'hanno resa quello che era. La serie segue la caduta della Repubblica attraverso gli occhi di due legionari, Lucio Voreno e Tito Pullo, figure storiche minori che Cesare cita nei suoi Commentarii e che qui diventano testimoni involontari di eventi epocali: l'attraversamento del Rubicone, l'assassinio di Cesare, l'ascesa di Ottaviano.
Ciò che colpisce è l'equilibrio tra grande Storia e vita quotidiana: mentre i potenti cospirano nel Senato, nelle strade della Suburra si combatte per sopravvivere, si tradisce per ambizione, si ama con ferocia. La ricostruzione è meticolosa ma mai fredda: Roma puzza, urla, suda. La fotografia sporca e la regia nervosa restituiscono una città viva, non un museo.
Il cast è straordinario: Kevin McKidd e Ray Stevenson danno corpo a un'amicizia virile e complessa, mentre Polly Walker e Kerry Condon disegnano ritratti femminili affilati, lontani anni luce dagli stereotipi. Con un punteggio di 8.7 su IMDb e una reputazione che resistevent'anni dopo, questa è probabilmente la rappresentazione più credibile e coinvolgente della Roma antica mai realizzata per lo schermo.