David O. Russell costruisce una commedia drammatica che parla di fragilità mentale senza pietismi né compiacimenti. Pat Jr. esce da un istituto psichiatrico convinto di poter riconquistare la moglie e ricostruirsi una vita guardando solo il lato positivo delle cose, ma la realtà è più complicata e la sua famiglia non meno complicata di lui. Il film funziona perché non nasconde le crepe: la rabbia improvvisa, l'ossessione per i Philadelphia Eagles del padre, l'incontro con Tiffany, vedova giovane e altrettanto fragile.
Bradley Cooper e Jennifer Lawrence (che vinse l'Oscar a soli 22 anni) creano una chimica ruvida e credibile, lontana dai cliché romantici: due persone che si riconoscono nel dolore dell'altro senza fingere di essere guarite. Robert De Niro, nei panni del padre superstizioso e irascibile, offre una delle sue prove più sentite degli ultimi anni. Russell dirige con un ritmo nervoso che rispecchia lo stato mentale del protagonista, alternando momenti di tenerezza a esplosioni di disagio.
Un film che ha saputo parlare di salute mentale in modo onesto e popolare, ottenendo nomination in tutte e quattro le categorie recitative agli Oscar. Guardarlo significa scoprire che il lato positivo non è negare i problemi, ma trovarsi qualcuno con cui affrontarli.