Serie animata di dieci episodi prodotta da Studio Trigger, *Cyberpunk: Edgerunners* funziona sia come espansione narrativa del videogioco *Cyberpunk 2077* sia come opera autonoma che ne supera i confini. Ambientata nella Night City del 2077, racconta la parabola di David Martinez, ragazzo di strada che si reinventa come mercenario cibernetico per sfuggire alla marginalità. La regia di Hiroyuki Imaishi (già autore di *Kill la Kill* e *Gurren Lagann*) porta il suo stile dinamico e visceral, mescolando animazione fluida, montaggio fulminante e palette al neon che restituiscono l'estetica cyberpunk senza scadere nella citazione.
Ciò che distingue la serie è il modo in cui affronta il corpo come campo di battaglia: ogni innesto cibernetico offre potere a scapito dell'umanità, in una spirale che i personaggi percorrono lucidamente, senza illusioni. Il doppiaggio giapponese (con Aoi Yûki) e quello inglese (con Zach Aguilar e Giancarlo Esposito) reggono entrambi il peso emotivo di una storia che accelera verso un finale devastante.
Non serve aver giocato al videogioco per cogliere il senso di una narrazione che tiene fede al genere: Night City non perdona, e la serie non cerca scorciatoie consolatorie. Vale la pena vederla per come traduce in animazione una visione distopica matura, senza cedere alla spettacolarizzazione vuota.