Tratto dal romanzo di Shelby Van Pelt che ha trascorso oltre sessantaquattro settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, il film porta sullo schermo una storia costruita con materiali rari: la vecchiaia come punto di partenza, non di arrivo, e un acquario di notte come spazio di rivelazione. Olivia Newman — già dietro la macchina da presa di Where the Crawdads Sing — dirige con mano sicura, affiancata dalla fotografa Ashley Connor, il cui lavoro trova, come hanno notato diversi critici, quel punto di equilibrio tra realtà e incanto che questo tipo di storia richiede.
Sally Field, due volte premio Oscar, porta sulle spalle il peso e la grazia del personaggio di Tova: una vedova anziana che pulisce le vasche di notte e tiene conversazioni con Marcellus, un polpo del Pacifico dalla voce di Alfred Molina. Non è un espediente bizzarro: è il motore emotivo del film, il modo in cui la storia mantiene uno sguardo laterale, meno convenzionale, sulla solitudine e sulla scoperta. Lewis Pullman, Joan Chen, Kathy Baker e Alfred Molina completano un cast che raramente si vede assemblato per un drama Netflix.
Il film sa cosa vuole essere: un racconto di connessioni improbabili tra persone che stanno cercando qualcosa — non sempre la stessa cosa, non sempre consapevolmente. C'è un mistero che tiene insieme i fili della trama, ma ciò che rimane è soprattutto il modo in cui certi incontri notturni riescono a rimettere in moto chi sembrava essersi fermato. Vale la pena accenderlo per scoprire fino a dove arriva quella luce.