Modern Family ha ridefinito la sitcom americana degli anni Duemila portando sullo schermo un ritratto familiare corale che ha fatto scuola. Tre nuclei apparentemente diversi — il patriarca risposato con moglie molto più giovane, la coppia gay con figlia adottata, la famiglia tradizionale in perenne caos — si intrecciano attraverso il formato mockumentary, dove le confessioni in camera rubano spesso la scena agli sketch propriamente detti.
La forza della serie sta nella scrittura stratificata: dietro battute serrate e situazioni esilaranti c'è un lavoro raffinato sui personaggi, che crescono e si trasformano nel corso di dieci stagioni senza perdere coerenza. Ed O'Neill tiene il registro con mestiere, Ty Burrell fa di Phil Dunphy uno dei papà più goffi e amabili della tv recente, Julie Bowen bilancia nevrosi e tenerezza, mentre Jesse Tyler Ferguson e Sofía Vergara portano energia e precisione comica.
Vincitrice di 22 Emmy Awards — tra cui cinque consecutivi come Miglior Serie Commedia — Modern Family non è stata solo un successo di pubblico, ma un fenomeno culturale che ha reso normale sullo schermo ciò che la società americana stava ancora elaborando. Guardare tutte e dieci le stagioni significa assistere a un decennio di televisione che ha saputo far ridere restando umana.