Kevin Sullivan trasforma il classico di Lucy Maud Montgomery in un ritratto delicato e potente dell'infanzia, senza mai cedere alla melassa. L'Isola del Principe Edoardo diventa un personaggio a sé: campi verdi, case di legno, luce naturale che cambia con le stagioni. La fotografia cattura quella qualità sospesa delle estati rurali, mentre la regia rispetta i tempi lenti della vita contadina di fine Ottocento.
Megan Follows costruisce un'Anne Shirley che non assomiglia a nessun'altra orfana del cinema: testarda, fantasiosa, pronta a parlare senza filtri e a inciampare nei propri eccessi. Colleen Dewhurst e Richard Farnsworth incarnano Marilla e Matthew con una grazia trattenuta che rende ogni piccola apertura affettiva un evento emotivo vero. Niente dichiarazioni: solo sguardi, gesti, silenzi che pesano.
Con un voto IMDb di 8.5 su 10, questo adattamento ha conquistato generazioni di spettatori proprio perché non tratta il pubblico da bambini. Affronta solitudine, pregiudizio, desiderio di appartenenza con una serietà che non esclude l'ironia. Se cercate una storia di formazione che non tradisce la complessità dei suoi personaggi e che sa ancora commuovere senza forzature, questa è una visione che lascia il segno.